08 June 2022

LA RISERVA LEGALE

Con il termine riserva legale, disciplinata dall’art. 2430 del Codice Civile, si indica una quota del patrimonio netto di una società o di un ente da accantonare per legge.

La funzione della riserva formata ai sensi dell’art. 2430 c.c. consiste nel garantire stabilità al capitale sociale, tutelandone l’integrità, evitando che questo possa essere colpito direttamente da eventuali perdite; ciò al fine di rafforzare la garanzia nei confronti dei terzi creditori costituita dal capitale nonché di assicurare il normale conseguimento dell’oggetto sociale e dunque la funzione propria del capitale.

La ritroviamo nello Stato patrimoniale Passivo, nella Voce 2.A. Patrimonio Netto – 2.A.4 Riserva legale dello schema di bilancio.

 

RISERVA LEGALE: COSA STABILISCE L’ART. 2430 DEL CODICE CIVILE

L’art. 2430 del Codice Civile stabilisce che “dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla ventesima parte di essi per costituire la riserva legale, fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale“.

In pratica, le società di capitali sono tenute ad accantonare annualmente almeno il 5% (la ventesima parte) dell’utile maturato nell’esercizio al netto delle imposte finché la riserva non abbia raggiunto il quinto di capitale sociale (20%). Tale quota sale al 30% per le società cooperative.

A seconda dei vari utili maturati, l’accantonamento proseguirà finché non si raggiungerà il quinto di capitale sociale.

La ventesima parte stabilita dall’art. 2430 del Codice Civile è il minimo richiesto. Nessuno vieta di destinare a riserva legale una somma maggiore di utili. Lo statuto o l’assemblea dei soci può approvare un importo maggiore del quinto di capitale sociale. In quest’ultimo caso, si parlerebbe di riserva facoltativa, statutaria, non legale (ovvero obbligatoria).

La società non è tenuta ad accantonare obbligatoriamente utili a riserva legale in due casi:

  • se non ha maturato un utile netto nell’esercizio;
  • se ha già raggiunto i livelli minimi legali.

 

A COSA SERVE LA RISERVA LEGALE?

La riserva legale è un accantonamento di utili che la legge impone quale garanzia primaria di solvibilità delle società di capitali. L’intenzione del legislatore è imporre, a titolo previsionale, una protezione del capitale sociale per salvaguardarne la stabilità e garantire i creditori della società.

E’ bene ricordare che la riserva legale è indisponibile in quanto non può essere distribuita ai soci, ma solo impiegata alla copertura di perdite e solo dopo aver colmato le altre riserve disponibili. Inoltre, nel caso fosse utilizzata, essa deve essere prontamente reintegrata.

In dottrina ci sono orientamenti che ritengono ammissibile l’utilizzo della riserva legale anche in occasione dell’aumento del capitale sociale: si tratta, in sostanza, di un’operazione di capitalizzazione che soddisfa ancor più la funzione di garanzia della riserva stessa.

 

RISERVA LEGALE: L’ART. 2463 C.C. PER LE SRLS

Il nuovo comma dell’art. 2463 c.c riferito alle Società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stato introdotto dall’art. 9, comma 15-ter, D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 99 e stabilisce che “la somma da dedurre dagli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato, per formare la riserva prevista dall’articolo 2430, deve essere almeno pari a un quinto degli stessi, fino a che la riserva non abbia raggiunto, unitamente al capitale, l’ammontare di diecimila euro”.

In base a questo disposto occorre considerare che:

  • quando la somma capitale sociale + riserva è inferiore a 10 mila euro, bisognerà procedere ad un accantonamento accelerato con il 20% di utile da accantonare a riserva legale (al netto delle imposte);
  • se la somma capitale sociale + riserva ha già raggiunto quota 10 mila euro, basterà l’accantonamento ordinario (5% di utile da accantonare).

Infine, è bene ricordare che l’omessa previsione dell’accantonamento alla riserva legale rende nulla la delibera di approvazione del bilancio; mentre, a norma dell’art. 2627 cod. civ., l’amministratore è punito con la reclusione fino ad un anno qualora dovesse ripartire utili destinati a riserva legale.

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