11 September 2025

LA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA

La dichiarazione integrativa è lo strumento che consente di correggere errori o omissioni presenti in una dichiarazione già inviata. Può essere presentata sia a favore del contribuente, quando permette di recuperare imposte pagate in eccesso o di usufruire di un credito non dichiarato (imposte sui redditi, IVA e IRAP), come previsto dall’art. 2 co. 8 e 8-bis del DPR 322/98; sia a sfavore, quando serve a regolarizzare versamenti insufficienti o omissioni, rientrando così nelle logiche del ravvedimento operoso previsto dal D.Lgs. 472/97.

È importante distinguere la dichiarazione integrativa dalla cosiddetta “correttiva nei termini”, che è semplicemente una sostituzione della dichiarazione entro i termini ordinari e non comporta alcuna sanzione.

Uno degli aspetti centrali riguarda l’utilizzo dei crediti che emergono da una dichiarazione integrativa. Se questa viene trasmessa oltre il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo, il credito potrà essere utilizzato in compensazione nel modello F24 solo per debiti che maturano a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di invio. In alternativa, resta possibile richiedere il rimborso nel rispetto dei termini stabiliti dal DPR 602/73.

Si precisa che l’integrativa è ammessa per correggere errori e omissioni, purché l’invio sia fatto in buona fede e entro i termini di decadenza dell’accertamento. Non può invece essere utilizzata per modificare manifestazioni di volontà come opzioni o regimi fiscali scelti, a meno che non si possa dimostrare un errore essenziale e riconoscibile secondo i criteri civilistici. Per alcune opzioni specifiche, come quelle relative al consolidato o alla trasparenza fiscale, è possibile ricorrere alla remissione in bonis, sanando l’omissione entro la prima dichiarazione utile e pagando una sanzione di 250 euro.

È importante evidenziare che il contribuente, nel caso di ricorso contro una cartella di pagamento o altro atto impositivo, può far valere errori presenti nella dichiarazione originaria senza dover necessariamente presentare una nuova dichiarazione integrativa. Tuttavia, se l’errore ha portato a un pagamento superiore al dovuto, la correzione deve essere chiesta seguendo la procedura di rimborso e rispettando i termini di decadenza, non potendo essere opposta direttamente in giudizio.

Infine, si ricorda che, se la dichiarazione integrativa è a favore del contribuente, non sono dovute sanzioni, nemmeno quelle previste per dichiarazione inesatta.

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